Pietro Ratto
La rivoluzione della Nuova Cronologia
Intervista ad Anatolij Fomenko[1]
(traduzione a cura di Vera Bani)

settembre 2015

Professor Fomenko, Le farebbe piacere riassumere per i nostri lettori italiani le sue rivoluzionarie teorie in relazione alla cronologia storica cosiddetta “scaligeriana” che ritiene errata? Come Lei sa, la maggior parte delle persone utilizza correntemente la cronologia ufficiale senza nemmeno aver mai sentito parlare di Giuseppe Scaligero...

 

La Nuova Cronologia è un importante settore di ricerca inaugurato nel XX secolo da alcuni studiosi russi (A.T.Fomenko, G.V.Nosovskij, V.V.Kalašnikov, T.N.Fomenko). A spingerci in questa ricerca fu la scoperta che la versione della cronologia e della storia dell'antichità e del Medioevo comunemente seguita era sostanzialmente adulterata e necessitava di una revisione fondamentale che arrivasse  fino al XVII secolo compreso. A quest’asserzione siamo giunti sulla base dei nuovi metodi matematici, statistici e astronomici elaborati appositamente dal nostro gruppo. I nostri risultati hanno dimostrato che quasi tutte le fonti scritte antiche giunte fino a noi parlano di eventi accaduti nell’ epoca compresa tra i secoli XI-XVII. Il fatto è che nell'epoca in cui fu creata la cronologia globale, cioè nei secoli XVI-XVII, la maggior parte di queste fonti fu datata non correttamente, ragion per cui le vicende medievali in esse descritte furono artificialmente spostate di diverse centinaia, e persino migliaia, di anni nel passato fino a creare immagini riflesse, fantasmi degli eventi accaduti nei secoli XI-XVII. Questa dimensione-fantasma fu poi chiamata "antichità". Oggi pochi sanno che la cronologia globale dell'antichità è di fatto una creazione relativamente recente, nata nei secoli XVI-XVII per opera dei cronologisti medievali G.Scaligero (1540-1609) e D. Petavius (1583-1652) e successivamente "cementata" dai seguaci della loro scuola. Nei lavori fondamentali di Scaligero e Petavius la cronologia dell’antichità viene riportata in forma di tabelle senza alcuna giustificazione scientifica. L’unica sua base è la "tradizione della chiesa", ma di fatto anche le origini di questa tradizione non risalgono a tempi anteriori al XVI secolo. La cronologia, intesa come "l'arte di calcolo delle date" è essenzialmente una branca della matematica applicata. Per questo motivo Scaligero e Petavius si consideravano dei matematici. Ma il problema è che all’epoca in cui essi vivevano, i metodi matematici e astronomici erano ancora molto grezzi e imperfetti, fatto che determinò la comparsa di errori marchiani nella versione scaligeriana della cronologia. Solo ai tempi d’oggi la matematica e l'astronomia si sono evolute al punto tale da poterci consentire di creare nuovi metodi oggettivi in grado di fornire una datazione attendibile degli eventi antichi.

Grazie ai nostri metodi, dunque, abbiamo riscontrato nella versione di Scaligero-Petavius gravi errori nelle datazioni degli eventi, spostati di centinaia e persino migliaia di anni nel lontano passato. Se si pensa che la cronologia è la spina dorsale di tutta la storia antica si capisce facilmente che la modifica di questo "scheletro" cambia radicalmente tutto l’edificio della Storia. Se si cambiano le date, tutto cambia! La nostra Nuova Cronologia cambia in modo significativo lo sguardo sulla visione del passato attualmente seguita. Sulla base della NC risulta che la storia scritta dell'umanità inizia solo a partire dai secoli X-XI. Che cosa sia successo prima, purtroppo, oggi, sulla base dei documenti scritti, non lo possiamo sapere.

 

Nei Suoi studi fa spesso riferimento a N. A. Morozov. Ci può chiarire la portata del contributo di questo scienziato alle Sue teorie nonché le differenze tra l’approccio di Morozov ed il Suo?

 

I dubbi circa l’attendibilità della cronologia di Scaligero non nascono oggi. Se ne parlò da subito, dal momento in cui essa fu pubblicata e si cominciò a diffonderla a forza nella coscienza pubblica. Nel XVI secolo contro la cronologia di Scaligero si espresse il professor de Arcilla, dell’Università di Salamanca. Poi fu la volta dello storico gesuita e archeologo J.Hardouin (1646-1724), del famoso scienziato Sir Isaac Newton (1642-1727), del professore tedesco R. Baldauf (nelle pubblicazioni degli anni 1902-1903), dello storico britannico Edwin Johnson (1842-1901) e di altri ancora. Ma il primo a sollevare in modo ampio e radicale la questione della base scientifica della cronologia fu il grande studioso-enciclopedista N.A.Morozov (1854-1946).

Egli avanzò e giustificò parzialmente l'ipotesi che la cronologia scaligeriana dell'antichità fosse artificialmente allungata rispetto alla realtà dei fatti. Analizzò la cronologia di Scaligero dai presunti tempi antichi fino al presunto VI secolo d.C., sottolineando la necessità di una revisione radicale delle date. Tuttavia, Morozov non si mosse oltre il VI secolo d. C. credendo che la cronologia oggi accettata e relativa ai secoli VI-XVII fosse più o meno fedele.  Ma questa sua opinione si è rivelata profondamente sbagliata. Morozov non fu in grado di individuare un qualche sistema nel caos che derivò dalle ridatazioni.  Noi, invece, sulla base dei nostri nuovi metodi di datazione, abbiamo dimostrato che la cronologia di Scaligero necessita di revisione non fino al VI secolo ma fino al XVII secolo (cioè, fino al periodo antecedente l’epoca dello stesso Scaligero,  fatto che, detto per inciso, non è certo un caso). Di conseguenza le nostre datazioni differiscono da quelle di Morozov mediamente di mille e più anni.

Noi sosteniamo che solo dopo la metà del XVII secolo la cronologia adottata oggi sia più o meno giusta. Prima del XVII secolo le vere date di molti eventi importanti furono artificialmente spostate verso il basso di circa 100, 330, 1050 o 1800 anni. Per ripristinare la vera storia, ora si dovrebbero "portare in su" le datazioni di Scaligero, integrandole con le grandezze corrispondenti a detti spostamenti cronologici.

 

Una delle tesi centrali del Suo studio si rifà appunto ai già citati studiosi rinascimentali De Arcilla o Hardouin i quali, nei loro scritti, sostennero che tutta la storia e la letteratura antica fossero state composte in pieno Medioevo. Una teoria, questa, davvero sconcertante. Vuole spiegarcela meglio?

 

Qui è necessario fare una precisazione importante. Noi non ci basiamo affatto sui lavori di quegli scienziati, che sostengono che l'intera letteratura antica sia stata composta nel Medioevo. Non solo, ma riteniamo che tale tesi sia profondamente sbagliata. La versione della storia che ci è nota oggi non è stata inventata di sana pianta. Al contrario, riteniamo che i più famosi  autori "antichi" - Erodoto, Livio, Omero, Senofonte, ecc abbiano descritto eventi reali dei secoli XII-XVII. I loro testi non sono affatto fantasie immaginarie. Essi hanno cercato veramente di raccontarci fatti del  passato. Ma un'altra cosa è che questi testi siano stati poi passati attraverso un filtro tendenzioso, cioè attraverso la censura dei secoli XVII-XVIII. I censori dell’epoca della Riforma hanno modificato i testi di questi autori nella chiave che loro ritenevano giusta, introducendo in primo luogo le date scaligeriane, inesatte, e spingendo artificialmente gli eventi reali descritti dagli autori antichi in un arcano passato. In realtà la cosiddetta antichità non è che l'epoca che corrisponde ai secoli XII-XVI. Per questo, leggendo oggi le opere degli autori antichi, bisogna sempre porsi la domanda: quando e dove hanno avuto luogo gli eventi descritti nelle cronache? Gli eventi, di per sé, sono reali ma spesso, come abbiamo scoperto, sono avvenuti in un altro tempo, molto più vicino al nostro, e molto spesso non propriamente in quelle aree geografiche oggi considerate tradizionalmente teatro dei fatti. In altre parole, ci si deve costantemente chiedere: cosa ci racconta, in realtà, un determinato testo?

Che ruolo svolge allora, in questo camuffamento della cronologia storica da Lei individuato, la censura della Chiesa cattolica?

 

Come ho detto, nell'epoca compresa tra i secoli XVI-XVIII, si  istituì un processo di censura e di revisione tendenziosa dei testi antichi, cioè dei testi dei secoli XII-XVI. Certo, il ruolo dei revisori cattolici fu notevole. Come ha giustamente sottolineato lo storico A.Ja.Gurevič "per secoli interi la storia è rimasta prevalentemente la storia della chiesa, scritta fondamentalmente da gente del clero". Tuttavia, non solo gli storici della Chiesa cattolica parteciparono alla distorsione dell’autentica storia e alla creazione della versione scaligera. Non si trattava infatti solo di errori naturali nelle date, dovuti all’imperfezione dei metodi matematici e astronomici dei secoli XVI-XVII, ma spesso di una falsificazione deliberata al fine di creare un "nuovo modello del mondo antico", di cambiare radicalmente l'intero quadro dell'antichità.

Le motivazioni alla base di quest’attività di contraffazione sono molto importanti. Siamo riusciti a scoprirle e le abbiamo spiegate nel dettaglio nei nostri libri. Uno dei motivi principali era quello di occultare l'esistenza, nei  secoli XIII-XVI, di un Impero unificato che copriva vaste aree dell'Eurasia, dell’Europa, dell’Africa e dell’America, e a noi noto oggi sotto vari nomi, "l'antico Impero Romano", l’"Impero di Carlo Magno" , "L'Impero di Carlo V", "il Sacro romano Impero della Nazione Tedesca", "il Califfato arabo", "l’Impero degli Asburgo", "l'Impero Mongolo", ecc Questo Impero si frammentò nei primi anni del XVII secolo in seguito alla rivolta della Riforma.

 

Personalmente, leggendo il suo interessantissimo 400 anni d'inganni (Macro Edizioni), sono rimasto colpito dalle notevoli differenze che Lei ravvisa tra le testimonianze storiche relative alle eclissi antiche e le caratteristiche che esse avrebbero dovuto, invece, avere in relazione alle datazioni ufficialmente attribuite dalla cronologia tradizionale. Ce ne vuole parlare?

 

E’ vero, è un effetto interessante. Il fatto è che i cronologisti e gli astronomi dei secoli XVIII-XX,  cresciuti già sulla base dell’errata cronologia di Scaligero, quando si occupavano di datare l’una o l’altra eclisse "antica"(o "antico" zodiaco, cioè le immagini indicanti la posizione dei pianeti secondo le costellazioni dello zodiaco) già "sapevano in anticipo" dove essa si sarebbe dovuta collocare sull'asse del tempo, in conformità alla versione Scaligero-Petavius, e cioè nei presunti "tempi antichi." Ma, come abbiamo dimostrato nei nostri studi, queste "antiche" eclissi lunari e solari si verificarono di fatto nell'epoca compresa tra i secoli XII-XVII.

Risultò che gli astronomi e i cronologisti, nel tentativo di trovare la "soluzione сhe a loro serviva” in un lontano, antico passato, finirono per ritrovarsi in un vicolo cieco. La soluzione adeguata, quella “molto antica", semplicemente non esisteva. E allora gli astronomi fecero ricorso a una serie di astuzie, ad allungamenti, cercando di individuare non la soluzione astronomica precisa ma una soluzione che soddisfacesse solo parzialmente le circostanze descritte nell’antica fonte. In altri termini, cedettero alla frode pur di salvare l’errata cronologia scaligera.

Se invece si tenta di individuare le soluzioni astronomiche precise, tali da soddisfare tutte le condizioni descritte negli "antichi" documenti, le soluzioni si trovano nell’intervallo dei secoli XII-XVII, e non certo in tempi antichi. E’ ovvio che in questo caso l'astronomia entra in grave conflitto con la versione cronologica sostenuta da Scaligero. Ma gli storici e alcuni astronomi cercano di far finta che "tutto sia a posto", sorvolano sulle eclatanti differenze tra l'astronomia e le datazioni scaligeriane delle eclissi e degli zodiaci (oroscopi).

 

Cosa significa, professore, per uno studioso e un docente importante come Lei assumere una posizione così “contro-storica”, così anticonvenzionale? Quali difficoltà ha incontrato, e sta tuttora incontrando, nei confronti dei Suoi colleghi e degli storici “tradizionali”?

 

I nostri studi sono di grande interesse per la comunità scientifica e il largo pubblico in generale, e alcuni testi sono stati tradotti in lingue straniere. Molti studiosi di discipline scientifiche (matematica, fisica, ecc) ci sostengono. Allo stesso tempo, molti storici si oppongono alla nostra ricerca, chiedendo ad alta voce di vietarne la diffusione. Purtroppo, non sentiamo da parte loro delle obiezioni costruttive. I nostri metodi e i risultati statistici non vengono contestati da nessuno in modo significativo. In genere i nostri oppositori si accaniscono contro le nostre ipotesi e la nostra ricostruzione della storia vera, anche se noi sottolineiamo in continuazione che la nostra ricostruzione è in gran parte ipotetica.

Allo stesso tempo, possiamo garantire l'attendibilità dei nostri calcoli e delle date che abbiamo ottenuto, tanto più che esse sono verificabili e chiunque le può ripetere. In generale, comunque, lavoriamo in un clima teso, in un’atmosfera di lotta contro la Nuova Cronologia. E’ vero, d’altra parte, che molti giovani storici ci sostengono e ci raccontano fatti interessanti, pregandoci di non nominarli, nel timore di guadagnarsi la reazione negativa di certi loro colleghi più anziani. Spero che nel prossimo futuro la NC venga percepita dagli storici con maggior serenità e che la cooperazione tra matematici e storici,  che proponiamo da sempre, abbia finalmente luogo.

 

Nella mia esperienza, forse come Lei, mi sono trovato ad un certo punto ad un bivio tra il continuare ad accettare ed insegnare ai miei ragazzi un insieme di “verità” spesso più ideologiche che corrispondenti a documenti e fatti, e il buttare invece tutto all’aria rifiutandomi di continuare a trasmettere nozioni e informazioni che ritenevo evidentemente errate. Ho scelto la seconda strada, più che altro per un scrupolo di coscienza nei confronti di me stesso e dei miei studenti. Lei come ha vissuto, e come vive, questo scrupolo? A cosa ha dovuto rinunciare e cosa ha guadagnato, scegliendo la via “contro-storica”?

 

Noi, come Lei, siamo studiosi e per questo in prima istanza per noi c’è la ricerca e il conseguimento della verità scientifica. Le difficoltà esterne che sorgono lungo il cammino, e anche gli attacchi personali, senza dubbio sono d’ostacolo alla ricerca. Tuttavia cerchiamo di non deviare dal percorso scelto. Siamo contenti di essere riusciti a creare una nuova scienza al crocevia tra la matematica, l'astronomia e la storia, una scienza chiamata Nuova Cronologia, che fa molta chiarezza nella nostra comprensione non solo del passato ma anche del presente. Credo che questo grande premio superi le perdite che abbiamo subito in questo cammino.

 

Le sono molto grato, professore, per avermi concesso questa intervista.


[1] Intervista concessa in esclusiva dal prof. Fomenko a Pietro Ratto per In-Contro/Storia il 16 luglio 2014. Tutti i diritti riservati.

Per ulteriori approfondimenti si veda il sito NUOVA CRONOLOGIA

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